LA DEDIZIONE DEL CADORE IN UN QUADRO PIENO DI SIMBOLI. IL LEONE MA ANCHE IL TIGLIO.

229617_1984272057136_117205_nA Lorenzago è conservato questo bel dipinto di Cesare Vecellio, più famoso come incisore che come pittore, cugino di secondo grado del più celebrato Tiziano. si intitola “la dedizione del Cadore a Venezia“, mi pare molto bello anche se magari non è conosciuto come altre opere del più celebre cugino. 

Come tutti sapete, attraverso le Dedizioni, in gran parte spontanee, in piccola parte per atti di guerra poi confermati da Dedizioni volontarie, delle città la Terraferma veneta, friulana, della Lombardia occidentale, Venezia ricostruì l’unione delle genti venete (in senso lato) propria della X Regio riconosciuta dagli antichi Romani.

Il quadro ci permette una lettura interessante, che ci ricollega addirittura ai Veneti antichi, per via di un segno araldico della comunità cadorina.  Interpreto così, da sin a dx: San Marco col Leone, la Beata Vergine, Venezia con lo scettro del potere, ma la donna dietro le spalle della dama che rappresenta il Cadore non sapevo spiegarla.poi la prof. Doretta Davanzo Poli mi ha aiutato.

Ella mi ha precisato, a proposito della figura che interessa :”la seconda, in piedi, alle spalle della prima [inginocchiata (che è la Patria Cadorina), è l’allegoria della Fedeltà, vestita di bianco, con collana di perle,che accompagna il Cadore; con una mano indica lo stmma, con l’altra regge un cuore con all’interno un piccolo Leone. Sorprende che la maggior parte degli studiosi non sia riuscita a codificarlo…..dunque all’interno c’è un piccolo Leone di San Marco: questo esprime concretamente fedeltà e obbedienza del Cadore alla Serenissima e a san Marco….” La spiegazione è di Giorgio Reolon, si è laureato con me in Storia dell’Arte e conservazione, in specialistica, a.a.2008-2009, con una tesi su Cesare Vecellio, già molto studiato e onorato con mostre a Belluno in anni precedenti.

Chi era Cesare Vecellio: 

E69D1B06B09EA42B52E3FBDEC8BAA4EEAppartenente al casato dei Vecellio, figlio di Ettore cugino del noto Tiziano, imparò l’arte pittorica nella bottega tizianesca. Sue opere sono presenti a Belluno, città nella quale si trova il suo capolavoro ovvero il San Sebastiano del duomo come pure in altre chiese del Cadore. Nel palazzo della Magnifica Comunità di Cadore si trova la bellissima Dedizione del Cadore a Venezia. Altre opere si trovano a Vallesella, a Padola, a Tarzo a Zoppè, a Vigo di Cadore, ecc.

Opera sua è il soffitto a cassettoni interamente dipinto nella chiesa di Lentiai (BL).

Fece studi approfonditi sull’abbigliamento dell’epoca con le relative descrizioni e disegni. Pubblicò diverse opere, tra le quali un’importante opera storica: De gli habiti antichi et moderni di diverse parti del mondo (prima edizione: Venezia, presso Damiano Zenaro, 1590), illustrata con numerose xilografie.

Alcune sue pitture, effettuate sui tagli e i piatti dei libri (Biblioteca Piloni) sono molto valutate nelle aste d’arte.