“PRIMA NELLA BATTAGLIA” IL MOTTO DELLA NAVE DEL MOROSINI.

in certamine prima, motto della nave del Morosini

in certamine prima, motto della nave del Morosini

“IN CERTAMINE PRIMA”.. prima nella battaglia, era il motto della nave del gradissimo Condottiero veneto  (cerchiamo di scriverlo al posto dell’indefinito cittadino italiano che a quell’epoca era solo una attribuzione geografica culturale, e come del resto Lui, Marc’Antonio Bragadin e tanti altri avrebbero gradito). Un delizioso dipinto conservato nel Museo Correr, illustra in maniera un po’ naif ma efficace il primo scontro navale, che lo vide protagonista, nella sanguinosa guerra di Candia.

Il motto fu poi ripreso dagli amici del Reggimento storico “Veneto Real” al momento della rifondazione, avvenuto nel 2002 nella chiesa di San Giacometo a Venezia. Infatti quel reggimento fu voluto dal Morosini stesso, pare, durante quella guerra. A quel Reggimento di Fanteria fu assegnato il numero uno, ed aveva la precedenza durante le parate. Il termine ‘Real’ si pensa che indicasse un reggimento di prestigio, di rappresentanza. Questo ci disse il compianto storico siculo veneto Francesco Favaloro.

Ecco cosa compare sotto il quadro, come descrizione dell’evento: FRANC. MOROSINI SOPRACOMITO NEL PRIMO COMBATTIMENTO MARITTIMO DELLA GUERRA DI CANDIA VA’ PRIMO SOPRA TUTTI AD ASSALTARE LA PIU’ GRANDE DELLE NAVI TURCHE, NELLE ACQUE DI MILO, PER CORRISPONDERE ALL’IMPEGNO PRESO NEL MOTTO DA LUI FATTO SCRIVERE SOTTO L’INSEGNA DELLA SUA GALERA, QUALE DICEVA: IN CERTAMINE PRIMA (prima nella battaglia) UNA GRANDE BORASCA SEPARA LA BATTAGLIA, CHE CONTINUO’, MOLTO, E SANGUINOSA. OTT. 1645

GLI INGIUSTI SIANO PUNITI, E IL SEME DEGLI EMPI PERIRA'” origine e significato del motto del Leone di Traù.

267382_2248325338303_7383717_nquia Dominus amat iudicium et non derelinquet Sanctos suos in aeternum conservabuntur INIUSTI PUNIENTUR ET SEMEN IMPIORUM PERIBIT
Salmo 36:28

Edoardo Rubini sul Lion de Traù

La frase è un versetto dei Salmi e contiene una terribile profezia, che la Serenissima aveva voluto esibire pubblicamente e farne persino il metro della propria attività giudiziaria.
Guardiamo l’originaria formulazione biblica:
…quia Dominus amat iudicium et non derelinquet sanctos suos in aeternum conservabuntur iniusti punientur et semen impiorum peribit.
“Perché il Signore ama la giustizia e non abbandona i suoi servi, che sempre da lui saranno salvati”(gli ingiusti siano puniti, il seme degli Empi perirà. ”

Nessun dubbio sul fatto che la Giustizia sia vista nel suo carattere divino e che oggetto della punizione saranno sia chi opera contro la giustizia, sia chi non è pius, cioè chi nega la Fede, due categorie umane che nella visione antica coincidevano.

NDR . Del bellissimo Leone di cui parliamo, sapete tutti la storia, ormai. Fu preso a mazzate durante la notte, da nazionalisti slavi, in contrapposizione al nazionalismo italiano, il quale lo stumentalizzava per giustificare il diritto all’annessione della costa della Dalmazia Veneta. Che però non era né italiana, né slava, ma mostrava da secoli un complesso di realtà autoctone  che avevano convissuto fino a fine ‘700 senza particolari tensioni. Venezia stessa aveva favorito il ripopolamento dell’entroterra, regalando terreni pur che fossero messi a cultura, a gente slava. La scritta campeggiava in molte aule di Tribunali veneti, a monito e fu usata su proposta di Renzo Fogliata, per l’aula dove si processò Napoleone. 

una mia vecchia realizzazione del Lion de Trau'

una mia vecchia realizzazione del Lion de Trau’

CIPRO VENEZIANA, ISTITUZIONI E CULTURE DIVERSE SOTTO L’ALA DEL LEONE

IL RITORNO DI CATERINA A VENEZIA

IL RITORNO DI CATERINA A VENEZIA

Il potere della Serenissima fu strettamente legato al Mediterraneo orientale. La presenza dei veneziani a Cipro era cospicua già prima dell’instaurazione del regno franco dei Lusignan, che reggevano l’isola dalla fine del XII secolo. Il matrimonio di Caterina Cornaro con Giacomo II Lusignan, frutto degli abili stratagemmi degli agenti veneziani, permise di annettere Cipro ed estendere i possedimenti dello stato da mar fino alle porte del continente asiatico.

Il libro ripercorre, attraverso l’analisi delle fonti custodite negli archivi di Venezia, le tappe più importanti nel processo di consolidamento della presenza veneziana a Cipro. Il governo instaurato sull’isola da parte della Repubblica di Venezia fu partecipato in larga misura dagli stessi ciprioti, rendendo inutili eventuali operazioni di colonizzazione con famiglie di provenienza lagunare.

Nella trattazione delle principali caratteristiche dell’organizzazione amministrativa del regno cipriota emergono gli elementi di affinità con i tre secoli di reggenza dei Lusignan. Le continuità istituzionali, giuridiche e fiscali dimostrano il mantenimento a Cipro, nel XVI secolo, di strutture tipiche delle società feudali dell’Occidente medioevale e delle formazioni crociate nel Medio Oriente.

Attenzione specifica è dedicata all’analisi delle interazioni tra i veneziani e la popolazione locale fortemente commista con gruppi etnico-religiosi provenienti dalle coste del Mediterraneo orientale e occidentale. Si rileva così il profilo di una società multiculturale in cui gli episodi di mutua influenza alimentano un dialogo quotidiano tra le comunità.

IL LIBRO in formato pdf da scaricare qui http://www.viella.it/libro/9788883344848

FRANCESCO MOROSINI,TAGLIA A PEZZI ‘SETTE MILLA’ TURCHI. E non chiede scusa.

307998_2391187229761_1402633195_nE’ probabilmente  un ex voto di qualche combattente dell’armata veneta. E’ conservato al Museo Correr assieme ad altre tavole dello stesso tema,  leggetela come testimonianza di un’epoca gloriosa. Altri uomini, altri Veneti.. altri tempi. Ci siano d’esempio. Riporto la scritta:

FRANCESCO MOROSINI KAVALIER, PROCURATOR E CAPITANO GENERAL, DOPO 49 GIORNI DI ATTACCO, FATTE FINALMENTE VOLARE DUE MINE, UNA DI CENTO, L’ALTRA DI DUECENTO BARILLE DI POLVARE, ESPUGNA LA PIAZZA DI CORON IN MOREA A FORZA D’ARMI. VI FA’ SCHIAVI MILLE, E SEICENTO, VI PRENDE CENTO E CINQUE CANNONI, ARMI, MUNITTIONI, BOTTINO, E FRA IL CAMPO SOGGIOGATO DI FUORI, E QUELLI DI DENTRO, VI TAGLIA A PEZZI SETTE MILLA TURCHI.

Francesco Morosini, Doge of Venice (1618-1694), distinguished himself in the wars against the Turks; 1657 Captain General of the Venetian Fleet; joined the Austro-Polish Alliance;conquered the Peloponnes and took Athens. Elected Doge 1688.Oil, Canvas,227 x 148 cm

Francesco Morosini, Doge of Venice (1618-1694), distinguished himself in the wars against the Turks; 1657 Captain General of the Venetian Fleet; joined the Austro-Polish Alliance;conquered the Peloponnes and took Athens. Elected Doge 1688.Oil, Canvas,227 x 148 cm

MARCANTONIO BRAGADIN EROE VENETO-VENEZIANO NASCE IL 21 APRILE 1523. TIZIANO ASPETTI NE TRAMANDA LA MEMORIA

“Marcantonio Bragadin è stato un politico e militare italiano, cittadino della Repubblica di Venezia. Fu Rettore della città-fortezza di Famagosta, ricco porto sulla costa orientale dell’isola di Cipro, durante l’assedio degli ottomani. Wikipedia Data di nascita: 21 aprile 1523, Venezia
Data di morte: 17 agosto 1571, Famagosta “
Copio e incollo da wikipedia e non commento neanche…  Tornando al NOSTRO Eroe Tiziano Aspetti, uno scultore apprezzatissimo anche alla sua epoca, ebbe l’incarico dal Senato di commemorarne la figura con un bellissimo busto, presente in una sala nel palazzo dogal.379px-Tiziano_aspetti,_busto_di_marcantonio_bragadin,_1571_ca. Tiziano Aspetti, padovano, era nipote di un altro Tiziano (nonno) scultore anche lui che eseguì la statua della Giustizia al Palazzo Comunale.Giustiziapadovapalazzopodestà

APPUNTAMENTO IMPORTANTE DI STORIA VENETA A MONTAGNANA… CON GLI SHULENBURG

ALL’ATTENZIONE DEI PATRIOTI VENETI DI MONTAGNANA E DELLE ZONE VICINE.

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Il 30 aprile, ore 15.30, sarò a Este per la presentazione del romanzo “Per Cristo e venezia”. Sarà nel quadro della Fiera delle Parole che, scacciata da Padova, ha trovato la forza di reinventarsi in altre località del nordest. Per me è un’occasione di riproporre la storia veneziana in un contesto importante (anche se limitato al nordest). Mi servirebbe una mano per far venire un po’ di gente all’incontro, gente che ha interesse all’argomento e che magari vuole cogliere l’occasione per dire qualcosa. Purtroppo in contemporanea, in altra location della città, ci sarà la presentazione del libro di Andrea Vitali… questo libro racconta un pezzo di storia dimenticata anche da specialisti che hanno fama nazionale.

Non m’importa la vendita dei libri a Este ma che la gente venga e si parli dell’evento del 1716 (cioè l’assedio di Corfù difeso  dall’antenato della Signora: al Turco che chiedeva la resa il Rettore veneto rispose “Vi manderemo le chiavi della città con le palle dei nostri cannoni N.d.R.) di cui ricorre il centenario.

PER LA PATRIA VENETA, FINO AL SACRIFICIO SUPREMO DELLA VITA: L’ISTRIANO BIAGIO ZULIAN.

390912_2825436005709_326276503_nL’istriano Biagio Zulian dà fuoco alle polveri a la Canea (Candia) quando irrompono i turchi (1645). Quadro a olio di Bartolomeo Giannelli. poco tempo fa furono rinvenuti dei poveri resti tra le macerie, che furono attribuiti al coraggioso Zulian, tra cui le fibbie delle scarpe.

A Venezia, fu posta una lapide in sua memoria che recita così:

Alla memoria

del capitano BIAGIO ZULIAN

da Capodistria

che il XXIV giugno del MDCXLV

durante la guerra di Candia

piuttosto che rendere al turco

il forte di San Todero presso la Canea

diede fuoco alle polveri

seppellendo sotto le rovine

sè i compagni e i nemici

superbo esempio

di fedeltà al dovere e alla patria

fino al sacrificio

Ora viviamo in tempi tristissimi, anche tra i veneti molti di noi lo sono solo come dato di residenza, poco è rimasto della Fede e dell’amore di Patria che animava i nostri Avi, fossero essi nobili veneziani, o semplici popolani i quali si batterono fino all’ultimo giorno, e anche oltre quel fatale 12 maggio 1797, par il Leone marciano. La Memoria e la conoscenza della nostra storia, è la strada maestra per ricomporre la nostra Nazione. Impariamo a diffidare dei capetti arruffapopoli che non parlano mai della nostra Storia.