29 gennaio 1996: La Fenice brucia.

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La Fenice com’era prima dell’incendio.

 di Luigina PizzolatoGià nel 1773 il teatro precedente, il San Beneto di proprietà della famiglia Grimani fu completamente distrutto da un incendio. Nel 1792, su progetto di G.A.Selva, si costruì in sostituzione l' odierno teatro La Fenice, dal nome del  mitico uccello che rinasce dalle proprie ceneri. I 174 palchetti erano tutti uguali, non era un teatro costruito per il diletto di un sovrano, ma per la cittadinanza.

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VERDI SCRISSE TERRIBILI PAROLE SULL’ITALIA UNITA. da un vecchio articolo di Repubblica

Milo Boz
ha segnalato il link assieme ad altri sullo stesso argomento.

Nel marzo del 1878 scrisse a Piroli: “…Se voi vedeste, caro Piroli, da noi quanti poveri (…) hanno mandato rinforzi di carabinieri a cavallo, di Bersaglieri etc. per prevenire qualche dimostrazione. Così la povera gente dice: ‘noi domandiamo lavoro, pane.. essi ci mandano soldati e manette…’ Così è…” (in Rescigno, 2012, p. 742).

QUANDO VERDI DICEVA ‘ MEGLIO L’ ITALIA DIVISA’
BUSSETO – Fischiate pure, melomani filo-romani: oggi il vostro Giuseppe Verdi voterebbe Lega. Lo giura il suo sindaco, cioè il sindaco di Busseto, Parma, Giorgio Cavitelli, ex senatore del Carroccio; e porta prove schiaccianti, le parole stesse del Grande Concittadino, scritte nero su bianco in una lettera datata 16 giugno 1867, appena sette anni dopo l’ Unità d’ Italia: “Cosa fanno i nostri uomini di Stato? Coglionerie sopra coglionerie! Ci vuol altro che mettere delle imposte sul sale e sul macinato e rendere ancora più misera la condizione dei poveri. Quando i padroni dei fondi non potranno, per troppe imposte, far più lavorare, allora moriremo tutti di fame. Cosa singolare! Quando l’ Italia era divisa in tanti piccoli Stati, le finanze di tutti erano fiorenti! Ora che tutti siamo uniti, siamo rovinati. Ma dove sono le ricchezze d’ una volta?“.
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Il Teatro de la Sena, ovvero “della scena”, a Feltre veneziana.

teatro_9227Il Teatro de la Sena, ovvero “della scena”, è ospitato al primo piano del Palazzo della Ragione, edificio riedificato dopo la distruzione del 1510 da parte delle truppe di Massimiliano d’Asburgo e caratterizzato dal loggiato palladiano del 1558.

Il salone, inizialmente adibito alle riunioni del Maggior Consiglio, fu destinato a pubblico teatro nel 1684 con la costituzione di un Teatro Sociale a due ordini di palchetti di proprietà privata, appartenenti a famiglie nobili e cittadine. Già dal 1621 vi si teneva “…una Sena (scena) per recitar commedie in Carnevale”. Nel XVIII secolo l’attività fu intensa. Nel 1729 Carlo Goldoni vi rappresentò “Il buon padre” e “La cantatrice”. Continua a leggere

IL GRATAROL E LE BARUFFE IN TEATRO. CATERINA DOLFIN TRON E LE CORNA DEL SUO CONSORTE.

Di Millo Bozzolan
il "ridotto", ingresso di teatro dipinto dal Guardi

il “ridotto”, ingresso di teatro dipinto dal Guardi

“Tron cavaliere, sapiente, ora procuratore, ma se a lui la Patria nega il corno, glielo darà la sposa”

Pompeo Momenti nel capitolo XVII del suo libro “Le Dogaresse”, accenna al Gratarol, un massone che aprì una loggia di rito inglese a Venezia nella seconda metà del ‘700. Riporto quanto scritto dall’autore sunnominato.

“Anche negli ultimi tempi di spensieratezza corrotta, si voleva che il rispetto circondasse la più eccelsa tra le patrizie, si voleva che il rispetto circondasse la più eccelsa tra le patrizie, si ambiva che nella compagna del capo dello stato, la dignità regale ingrandisse quella femminile. Continua a leggere