STATO ITALIANO E CHIESA ROMANA IN CHIAVE ANTI INDIPENDENTISTA

5-venezia-basilica-di-san-marcoI VESCOVI COME I PREFETTI GARANTISCONO LO STATUS QUO. Col concordato mi pare chiaro quello che è successo e succede. Lo stato garantisce privilegi e l’otto per mille in cambio la chiesa controlla il nord est e reprime la memoria marciana indissolubilmente legata alla nostra indipendenza.
Il 25 aprile da veneto mi aspetterei gonfaloni dappertutto, almeno come a Siena per il palio con le chiese imbandierate nelle contrade, invece nulla o quasi. Non solo.. ci hanno pure mandato un prefetto, pardon.. un Patriarca di Genova e pochi, pochissimi veneti hanno capito il messaggio.
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Poi i segnali forti, in questi anni… quando morì Bepin Segato , l’ambasciatore dei Serenissimi, il prete officiante, probabilmente in ossequio a direttive superiori, ci ha fatto togliere pure il gonfalone dalla bara. Più chiaro di così… in pratica la chiesa veneta ha cessato di esistere e l’apparato ecclesiale vigila perché non rinasca in senso nazionale. I vescovi come prefetti romani, appunto, e purtroppo di un altro Paolo Sarpi cattolico, nessuna traccia.
Li troviamo di nuovo alleati nella scellerata politica mondialista immigrazionista, ma questo è un quadro più ampio e forse ancora più grave.

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