tutto sulla Candelora, che non era una Santa

La parola Candelora deriva dal latino festum candelarum e va messa in relazione con l’usanza di benedire le candele, prima di accenderle e portarle nella processione.
I ceri vengono conservati nelle abitazioni dei fedeli per essere riutilizzati, come accadeva in passato, per ingraziarsi le divinità pagane, durante calamità meteorologiche, oppure nell’assistenza di una persona gravemente malata, o nel caso di epidemie, o nell’attesa del ritorno di qualcuno momentaneamente assente, o infine, come accade attualmente, in segno di devozione cristiana.[1]

Anticamente, i seguaci dei riti magici, nel giorno della Candelora verificavano se una persona era colpita da malocchio seguendo queste modalità: immergevano tre capelli dell’interessato in una bacinella d’acqua seguiti da tre gocce di olio, precedentemente messo a contatto col dito dell’individuo. A questo punto, secondo i seguaci della magia, se le gocce restavano intere e collocate nel centro della bacinella, il soggetto non era stato affetto da malocchio, in tutti gli altri casi invece sì.

 

Il 2 febbraio la Chiesa cattolica celebra la festa della “Presentazione al Tempio di Gesù”,  che viene raccontata nel Vangelo di Luca. La festa ha il nome popolare di “Candelora” a causa dell’antica usanza di far benedire delle candele, simbolo della luce e quindi di Gesù Cristo, il Figlio di Dio che è venuto al mondo per illuminare tutte le genti.

La festa, presente in tutte le nazioni di tradizione cristiana, assume nomi diversi a seconda dei Paesi. Negli Stati Uniti, ad esempio, è famosa come “Groundhog Day”, cioè il “Giorno della marmotta”, divenuto famoso in tutto il mondo grazie al celeberrimo film con Bill Murray “Ricomincio da capo”. Il giorno dopo la Candelora, il 3 febbraio si celebra san Biagio e, in passato, si usava benedire la gola delle persone con le candele.

Nel giorno della Candelora un antico uso vuole che i fedeli portino le proprie candele nelle chiese per farsele benedire da un sacerdote nel corso di una celebrazione eucaristica. L’uso di accendere candele per la celebrazione della festa, tuttavia, risale a prima dell’avvento del cristianesimo: gli antichi romani, infatti, lo facevano già in onore di Giunone Februata, moglie di Giove, più o meno nello stesso periodo dell’anno. I cristiani decisero di non cancellare le feste pagane, ma di sostituirle gradualmente con quelle della nuova religione, dando loro nuovi significati: qualcosa di simile fu fatto con la festa del Sole Invitto, trasformata nel Natale.

Fu papa Gelasio I, alla fine del V secolo dopo Cristo ad istituire la festa della Candelora, che, un secolo dopo, fu fissata alla data del 2 febbraio. Fino al 1963 nel giorno della Candelora si celebrava la “purificazione di Maria”, quaranta giorni dopo la nascita di Gesù. Gli ebrei, infatti, vietavano alle donne di partecipare ai rituali religiosi nei quaranta giorni dopo il parto in quanto erano considerate impure. Passato quel periodo, veniva svolta una vera e propria cerimonia di “riammissione” della donna al tempio, in cui veniva anche presentato il neonato ai sacerdoti. Con il Concilio Vaticano II si decise, invece, che la festa avrebbe riguardato in maniera più stretta la figura di Gesù Cristo.

Michele M. Ippolito

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