ABONDIA… VENEZIA PRIMA DI VENEZIA

Antonella Todesco propone questa interessante riflessione del padre, che ci porta alla fondazione della città, la quale però ebbe diverse antenate. Forse pochi lo sanno. Sempre più affascinante la storia della Capitale dei Veneti (e dei popoli associati ad essi). AB UNDIA… nata dall’onda. <3

Gli uomini tentarono molte Venezie prima di riuscire a formare quella che amiamo (M. Barrés), una di queste fu ABONDIA.
La storia narra che Obelerio, esiliato a Costantinopoli, fu richiamato a Malamocco dai suoi sostenitori che l avevano eletto capo di una insurrezione che come primo atto avrebbe dovuto rovesciare il governo dei Partecipazi. Il Doge in carica però, anticipando le mosse dell’ avversario, lo sorprese prima che il piano venisse attuato e lo fece inseguire dalle milizie.
Si dice che Obelerio, con un seguito di sbandati, al fine di opporre una estrema resistenza si barricò in “Vigilia Civitate”, altro nome di ABONDIA che alcuni studiosi hanno immaginato come vera e propria città fortificata.
La scoperta del luogo dove la cittadella sorgeva non è stato difficile perché alcuni toponimi rimasti ce la ricordano; quello della Valle lagunare di Bon e il canale Bondante che dirigeva verso la città…Di Vigilia esisteva un canale Virgilio, visibile ancora su mappe austriache di due secoli fa e che viene denominato Verzilio sulla carta lagunare di Nicolò Cortivo del 1534.
Se il Temanza osserva di non aver mai incontrato nei documenti i “Vigilienses” si dovrà convenire che per vincoli etnografici e storico-politico, ABONDIA era situata tra i Madamauci e uno studio approfondito potrebbe provare che i Madamauci Patavini, incontrastati padroni della laguna meridionale, tendevano ad una politica egemonica o quantomeno all’ autonomia, intenzioni confuse ma non attenuate con il passaggio del potere alla stessa Malamocco.
Perlustrando i luoghi, è possibile rilevare le vestigia della città della quale non si può disconoscere l importanza di avamposto di Patavium.
Nella zona sono evidenti gli avanzi di due massicci torrioni che emergono dall acqua della Laguna e s indovina tra questi la traccia di una cinta muraria che li collegava.
I detriti, accumulatisi sui resti delle torri formano rialzi affioranti da basi quadrate di mattoni. Nella stagione della caccia vengono usate dai cacciatori come postazioni.
Quando l acqua è limpida s intravvedono numerose teste di palo nere e disuguali nella loro consunzione, che segnano antichi passaggi lignei.
Si tratta di povere e deludenti cose ma volendo cogliere dalla città sommersa notizie sulla struttura dell’ insediamento lagunare, è certo che ricognizioni e ricerche appropriate darebbero buoni risultati.
LUCIANO TODESCO da ipotesi lagunari da indagini toponomastiche

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