LA RELIQUIA DI NOTRE DAME VENIVA DA VENEZIA

Abbiamo appreso con sollievo che almeno le reliquie custodite da secoli nella cattedrale di Notre Dame, sono state salvate dall’incendio disastroso. Una per i fedeli, ma anche per i chi ama la storia e la tradizione, ha un valore enorme essendo la corona che Gesù fu costretto a portare durante la crocefissione.  Affascinato da questo oggetto di culto, ne ho rintracciato la storia e ho scoperto che … veniva da Venezia. Che se la fece pagare carissima! 

Le reliquie un tempo, quando l’Europa aveva come pilastro della società la Fede in Cristo, avevano non solo un valore religioso, ma anche economico e politico, dato che potevano legittimare il potere di dinastie e .. Repubbliche come quella di Venezia. 

Ecco quanto ho trovato in merito alla corona di spine e il suo passaggio veneziano:

Nel 1238, Baldovino II, imperatore latino di Costantinopoli, ansioso di ottenere il supporto desiderato alla difesa del proprio impero, offrì la corona di spine a Luigi IX, re di Francia. L’oggetto però si trovava all’epoca nelle mani dei veneziani che l’avevano tenuta a pegno di un forte prestito concesso all’imperatore dalla Serenissima (13 134 pezzi d’oro), ma Luigi IX pagò il prezzo necessario e ottenne la reliquia facendo costruire per essa la Sainte-Chapelle (completata nel 1248) per accoglierla degnamente in Francia.

La reliquia rimase in questa sede sino alla Rivoluzione francese quando, dopo essere stata ospitata per qualche tempo alla Bibliothèque nationale, e sulla base poi del Concordato del 1801, la chiesa poté tornarne in legale possesso, deponendola presso la cattedrale di Notre-Dame. La reliquia ancora oggi visibile consiste in un cerchio di vetro al cui interno si trova una corona intrecciata con Juncus balticus avente un reliquiario separato per alcune spine rimosse nel tempo dalla corona.[3] Altri reliquiari vennero in seguito realizzati per la reliquia, tra cui uno commissionato da Napoleone Bonaparte in stile neoclassico e uno neogotico commissionato da Napoleone III in oro, gemme e cristallo di rocca, disegnato dall’artista francese Eugène Viollet-le-Duc. Papa Giovanni Paolo II la trasferì personalmente dalla Sainte-Chapelle durante la Quarta Giornata Mondiale della Gioventù in occasione della sua visita in Francia.

 

 

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