GALEAS PAR MONTES, L’INCREDIBILE IMPRESA IN UN LIBRO

Un esaustivo articolo scritto per la presentazione di un libro dedicato alla leggendaria impresa riprende la vicenda.  Vi metto sotto il testo e consiglierei di procurarvi il volume (che costa solo 10 euro).

Titolo: Navi sui monti
Autrice: Rosaria Tenore Nicoletti

Editore: Lupieditore 2018
Genere: Di ambientazione storica

Pagine: 260 
Prezzo di copertina: € 10,40

 

Quest’anno è il 580° anniversario della magnifica intrapresa «galeas per montes conducendo», realizzata tra il dicembre 1438 e l’aprile 1439 dalla Repubblica di Venezia e che consistette nel trasporto di navi, galee e fregate dal mar Adriatico al lago di Garda, risalendo l’Adige fino a Rovereto e trasportando le navi via terra a Torbole, sulle rive settentrionali del lago, per un percorso di circa 10 km tra le montagne passando per il Lago di Loppio.
Il libro, presentato in anteprima regionale ed edito da Lupieditore di Sulmona (AQ), è un romanzo storico di Rosaria Tenore Nicoletti.
Sono trascorsi trent’anni dalle manifestazioni celebrative denominate «galeas per montes conducendo» che videro il Comune di Mori tra i principali attori della rivisitazione storica dell’impresa.


I genieri della Serenissima, in soli 3 mesi, portarono a buon fine il trasporto da Venezia al lago di Garda di una flottiglia da guerra appositamente realizzata all’Arsenale con l’intento di contrastare l’egemonia sul lago di Garda degli acerrimi nemici Visconti.
La flottiglia era composta da alcune galee e una ventina di còpani; fu trainata controcorrente dalla foce dell’Adige fino alla zona delle attuali Seghe Seconde.
Le galee furono poi issate a terra e trascinate dentro delle ingegnose strutture mobili in legno (denominate «scalandroni») adattate per il trasporto su terraferma delle gigantesche navi (lunghe circa 40 metri e pesanti, si dice, 250 tonnellate ciascuna).
La destinazione era il porticciolo di Torbole, dopo oltre 10 km di percorso accidentato e con il terribile «muro» del Passo San Giovanni da valicare.

Una grandiosa impresa dei genieri dell’epoca, portata a termine a forza di braccia, coll’aiuto di centinaia di buoi e utilizzando solo argani ancorati alle rocce o agli alberi più robusti. Per arditezza e unicità, l’impresa fu paragonata dai cronisti del tempo alla mitica traversata di Annibale coi suoi elefanti sulle Alpi occidentali.
Qualche anno fa, un manipolo di giovani lagunari, capitanati da Boris Borella, venuti a conoscenza di quell’episodio di cui pochi veneziani erano a conoscenza, ne rimasero talmente affascinati da decidere di ripercorrere lo stesso tragitto, rigorosamente a forza di braccia con una barca da pesca.
La «magnifica intrapresa» è stata narrata da decine di storici, ha ispirato poeti e scrittori, tra i quali Paolo Domenico Malvinni che, nel 2007, curò assieme alla Compagnia teatrale La Piccionaia / I Carrara di Vicenza la prima messa in scena del suo copione, splendidamente interpretato da Laura Curino col Gruppo musicale Calicanto, nella piazza principale di Mori.

Il Comune, con la biblioteca in particolare, fin dal 1989 si è attivato per ravvivare la memoria di quella spedizione, passata alla storia col motto latino «galeas per montes conducendo», promuovendo pubblicazioni, convegni, mostre, allestendo una sezione dedicata. Infine, in piazza Cal di Ponte è stata installata una panchina artistica, a forma di imbarcazione, proposta e realizzata nel 2014 da tre artigiani locali: il fabbro Fabio Marchiori, il marmista Franco Bottanelli e il falegname Bruno Villa.

fonte: www.ladigetto.it

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