BERNARDINO DA TOMO FRATE “BANCHIERE” PER AIUTARE I POVERI

Di Millo Bozzolan

Beato-Bernardino-da-Feltre-131x300Riassumo qui brevemente la straordinaria vita di un grande veneto, frate di origine nobile il cui casato era del feltrino: si chiamava Bernardino Tomitano (da Tomo, in cui la sua famiglia feudataria aveva costruito un castello). Uso in sintesi la biografia scritta da Renato Zanolli. Nelle prediche, che attiravano vere e proprie folle. egli parlava spesso di Lusso e usura: erano due temi che fra Bernardino da Feltre perseguì per oltre venti anni. Per il religioso fu l’argomento che lo portò a fondare i Monti di Pietà, l’istituto che avrebbe prestato denaro ai poveri ad interesse zero e agli imprenditori a bassissimo irrilevante interesse.

Dal tempo medievale il denaro a prestito d’interesse era autorizzato degli Statuti cittadini. Ogni città provvedeva a fissare le proprie percentuali. La qualifica d’usura scattava, quando era applicato al prestito un tasso superiore al 20 per cento della somma prestata. importo che nei tempi successivi si moltiplicavano a dismisura.

L’attività dei Monti di Pietà cominciò a Perugia il 23 febbraio 1462, quando i priori della città disposero per quel giorno il pagamento di 6 fiorini per accogliere degnamente il celebre predicatore fra’ Michele Carcano proveniente dalla diocesi di Milano, chiamato per predicare contro la pratica del prestito di danaro ad usura alla cui base c’era il vizio terribile dell’avarizia e dell’avidità.

Terminato il ciclo d’omelie contro quanti si rendevano responsabili di procurare danni talvolta irreparabili alle persone e di conseguenza al tessuto economico della società, alcuni frati fra cui Bernardino da Feltre e fra’ Michele Carcano, fondarono il primo Monte di Pietà. Scopo dell’istituzione finanziaria erogare prestiti limitati nel tempo, solitamente un anno, senza scopo di lucro.17_big

I richiedenti dovevano presentare un pegno che valesse almeno un terzo in più di quanto intendevano fosse loro concesso per l’entità del prestito. Funzione del Monte di Pietà era finanziare persone in difficoltà fornendo loro la necessaria liquidità

I beneficiari fornivano in garanzia del prestito beni di valore che si vedevano restituiti, quando ripianavano il debito. Per questa caratteristica si rivolgevano ai Monti di Pietà le popolazioni delle città dove molte persone vivevano di pura sussistenza.

La fondazione dei Monti di Pietà trovò tutti d’accordo, clero e autorità civili. Per far conoscere l’avvenuta fondazione nelle città dei Monti di Pietà, le informazioni furono affidate ai predicatori dal pulpito delle chiese durante le messe. Il sistema finanziario funzionò fin dai primi giorni della fondazione dell’Istituto, trasformando i prestiti in denaro in un clamoroso evento collettivo.

Fra Bernardino da Feltre fondò i Monti di Pietà a Mantova (1484), Padova (1491), Crema e Pavia (1493), Montagnana e Monselice (1494). 

Oramai famosissimo raggiunse la natia Feltre nel 1492 dove predicò per tre giorni consecutivi nella piazza stracolma di fedeli e popolani accorsi per ascoltarlo. Morì a Pavia nel 1494 a soli 55 anni d’età.

l’interno del monte di pietà di Feltre che conserva anche la cassaforte

E’ impressionante la coincidenza che proprio  a Feltre, nella piazza dove il frate predicò a una folla enorme, sia conservato un ufficio del Monte di Pietà originale, con tutto l’arredo e la cassaforte d’epoca, che potei visitare anni fa. E’ in fianco a una piccola chiesetta, all’inizio di Via del Paradiso (solo la stupenda cittadina pedemontana vanta una via con un nome così.. celestiale..  ). Purtroppo in genere è chiuso, bisogna domandare al comune, credo per poterlo visitare, ma è un vero peccato.

l’ingresso del Monte di Pietà con la statua del frate

“Dopo la morte di Bernardino da Feltre, il confratello Bernardino Bulgarino da Brescia dell’Ordine dei frati minori, raccolse molte testimonianze dei fedeli e ricordò alcune celebri prediche che indicano oltre al lato di sagacia del frate feltrino, anche quello meno conosciuto ma assai apprezzato dell’ironia praticata nelle omelie contro l’accumulo di denaro da parte dei fedeli, sostenendo: Veh affànate, stràchete, deslènguete e quando averai fat e fat, averai molti che li magna, ma pochi di chi ti fida. E poi: Chi ha, è più cargo, chi non ha niente va lenzarmente. Chi va dietro ai bon boconi, a la fin averà li strangojoni. Attento che el fumo dei macheroni no te orba i ochi! Come non dargli ragione! E ancora: Avanti che tira la balestra se pol rimediar. Una corda del chitarin che sia discordata, fa cativo son. La pala brusa senza onzerla. Volta carta, amigo, no esser pegro, va a confesar, che il diavol te tiene par lo zuffo (ciuffo dei capelli).

Per 38 anni il frate feltrino peregrinò di città in città predicando, celebri i suoi soggiorni per i celebre sormoni tenuti nelle città di Parma, Faenza, Perugia, Urbino, Teramo, Rieti, Lodi, Milano. A Bernardino da Feltre gli sono attribuiti molti miracoli. La tradizione racconta che possedesse il dono dell’ubiquità. Un giorno mentre stava predicando a Padova s’interruppe per un breve riposo. Alla ripresa della predica si scusò con i fedeli dicendo che era stato a Feltre ai funerali della madre. Nel corso di una predica a Pavia stette per un lungo tempo immobile in estasi. Disse ai fedeli che in quel tempo aveva visto il funerale di suo padre. I due fatti risultarono veri.”

Renato Zanolli

 

 

5 thoughts on “BERNARDINO DA TOMO FRATE “BANCHIERE” PER AIUTARE I POVERI

  1. Pingback: I banchi di pegno, nati per aiutare i poveri nelle terre di San Marco. | Storia e Arte veneta

  2. Grazie per l’ottimo articolo! Volevo ricordare ai lettori che il Monte di Pietà di Feltre è visitabile la domenica pomeriggio dei mesi di luglio e agosto, con orario 16-19. Vi consiglio vivamente una visita in città, anche per altri siti importanti aperti.

    p.s. Il Monte di Pietà si trova a Palazzo Tomitano, l’ingresso è da via Paradiso, ma non si trova vicino ad una chiesetta, a meno che non intenda la Chiesa di San Rocco in Piazza Maggiore.

  3. Bernardino da Feltre: grande Aristocratico, grande Cattolico, grande Veneto, tre qualità che stanno bene insieme.
    I fondamenti della nostra Civiltà non sono liberali, né di destra, né di sinistra: la nostra Civiltà europea è Cattolica, il resto sono errori ed illusioni.

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