LA GIUSTA VISIONE DELLA VICENDA STORICA DELLO STATO VENETO

Una risposta

  1. giovanni Zanon ha detto:

    Caro Millo permettimi di non concordare con le tue idee sulla fine ingloriosa della Serenissima.Tutto il processo di dissoluzione del tessuto politico dello stato Veneto non era frutto dell’ultimo anno dell’invasione di Napoleone, bensì di una incomprensibile ritirata da tutta la scena politica internazionale di Venezia nella seconda parte del 700. La più stretta neutralità internazionale era il comando, che poteva andare anche bene,ma non senza alcun accordo con altre potenze europee (Inghilterra, Russia, Sassonia) che potessero bilanciare gli sguardi famelici Austriaci, Francesi, Turchi, sulla poco bellicosa Repubblica. A questo problema si sommava lo stato di grave detrimento economico e corruzione che era presente nella nobiltà più piccola; e l’impossibilità di avere validi ricambi nella conduzione dello stato per mancanza di un numero consistente di nobili preparati e finanziariamente indipendenti. Questo derivava dal veto assurdo di far partecipe alla gestione dello stato alla nobiltà “de Tera” cioè ai nobili delle grandi città come Padova, Treviso, Vivenza, Verona , Brescia etc, espressione anche del territorio. Lo stato veneto con il brigante Napoleone era pertanto asfittico, senza alleanze internazionali, senza nessun piano per contrastare le invasioni straniere, basandosi solo sulla amicizia e Neutralità.Infatti era diventato amico dello stato rivoluzionario francese (cosa inaudita per le altre potenze), e come tale prima strapazzato da Napoleone,nella lotta contro gli Austriaci, poi conquistato e depredato di ogni ricchezza e quindi venduto agli Austriaci. A mio modesto parere mi par di assistere ad un anticipato 7 Settembre del 1943 giorno ignominioso della nostra Storia.

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