“Gli illuminati” e la rivoluzione francese. Il potere ottenuto manovrando le assembee.

Di Don Floriano Pellegrini
Gli Stati generali riuniti a Versailles il 5 maggio 1789

Gli Stati generali riuniti a Versailles il 5 maggio 1789

Dall’Introduzione di Jean Baechler a Lo spirito del giacobinismo di Augustin Cochin (Milano, Bompiani, 1989) estraggo e faccio conoscere un passo dove (citando tra l’altro i Baliati) si mostra il modo carognesco di agire di quei grandi illuministi, che per illuminazione intendevano – non resta altro – che assicurarsi «un posto al sole», dove godersi la vita, alle spalle e sulle spalle del Popolo liberato dai tiranni (i tiranni sono sempre altri da sé, secondo i liberatori…).

…L’ordinanza era assurda – nel senso proprio di contraddittoria dal punto di vista logico – e inapplicabile.

Invece venne applicata e, ovunque, i cahiers vennero redatti e i deputati eletti senza nessuna difficoltà. Non si trattò di un miracolo, ma del risultato di un meccanismo semplicissimo.

In mezzo a una folla disorientata e atomizzata un pugno di individui può essere onnipotente, purché si accordi in anticipo sui programmi e sui nomi senza mettersi in luce. Le società di pensiero qui si trovavano come pesci nell’acqua.

Il loro circolo interno – quello che oggi chiameremmo il gruppo dei funzionari – si riuniva prima di ogni riunione e si metteva d’accordo su tutti i punti in discussione.

Nel corso delle riunioni i membri delle società, dispersi in mezzo alla folla, monopolizzavano la parola, isolavano a urla gli eventuali dissenzienti, si portavano dietro la massa sconcertata. In caso di difficoltà prolungavano i dibattiti finché la stanchezza costringeva i presenti a votare qualsiasi cosa. Dal momento che c’erano gradi diversi, c’era sempre la possibilità di correggere nell’assemblea di grado superiore le imperfezioni del risultato di quella precedente.

Per coronare l’impresa, a livello di baliato l’ordinanza imponeva la “riduzione” cioè che il numero di votanti venisse portato a duecento. Bisognava eliminare tutto ciò che era in soprannumero. Era l’occasione definitiva per sbarazzarsi dei dissidenti che avevano superato i filtri successivi, imponendo gli amici.

L’impresa venne condotta perfettamente, senza mai violare la legalità. La maggioranza delegò una minoranza e appoggiò il suo programma in certa misura senza saperlo. Con un gioco di prestigio sconcertante per la sua facilità, il piccolo popolo delle società di pensiero si era sostituito al popolo reale e si presentava a Versailles come il suo legittimo rappresentante […].

Millo Bozzolan: oggi si manipola al folla, cioè chi vota i giacobini moderni , con i mass media.  Si introduce il pensiero unico, liberi di pensare, ma solo il “political correct” che va bene al sistema. Altrimenti passi per “brutto sporco e cattivo, o criminale.

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