TE Sì, TI XE, UN PIAVOLO… come la “piavola de Franza”

Gianna Marcato, in "Parlar veneto" scrive: 

575193_10200895442499005_941591042_nLA PIAVOLA DE FRANZA, ovvero quando una bambola faceva impazzire le veneziane che rincorrevano la moda “franciosa”(immagine però della futilità).

Una volta all’anno, alla fiera della Sensa (Ascensione) veniva esposta a Venezia la ‘piavola de Franza’; ce lo racconta anche F. Z. Muazzo in una raccolta di modi di dire veneziani composta tra il 1768 e il 1771:

“La piavola de Franza tanto celebre, che ogni anno in tempo di Sensa compariva, come un novo fogo artifizial o un lampo del cielo, in mostra; e tutti la andavano a mirar un spettacolo de natura, e su sta piavola vegniva appoggiada e tutte quelle maledette, sproporzionae e senza nessun comodo al vivo (vivere) uman, mode donnesche e femminili, che, viva Iddio, in tanti gran anni, per non dir secoli, che zé stada dall’almo e sublime intelletto francese prodotta sta piavola, non se pol contar una moda che se possi infatti dir congrua e uniforme, sia al vestir, sia al camminar, sia d’una giusta e sensata invenzione e ritrovamento”.
Certo questa ‘piavola’ fece scalpore, se non solo il Muazzo pare farsene un’isea fissa, le attribuisce la colpa di far andare in malora i mariti, di una donna dice: ‘la par una piavola da Mestre o la piavola de Franza’, ma anche Carlo Goldoni se la prende con lei – Circa alle mode, sè diventada la piavola de Franza. Cossa voleu che diga quei galantomeni che vien da mi? Che sé la piavola de Franza? –
Era questa una bambola vestita secondo gli ultimi dettami della moda che proveniva, appunto, da Parigi,per imporre i modelli della sartoria locale, una sorta di mannequin, insomma, un manichino.
Gianna Marcato, in “Parlar veneto”.

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