1848 / 49 – LA SECONDA REPUBBLICA VENETA – 1^ Parte

di Stefano Zannoni

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11 Agosto 1848 la cacciata dei Savoia e la lotta della Repubblica Veneta. Tutti sanno chi era Daniele Manin ma molto poco è conosciuto in riguardo alla dinamica degli eventi avvenuti nel 1848 nel Venezia. Molti credono innanzitutto che la Repubblica Veneta duri fino al 1849, no essa finisce nel luglio 1848 durando legalmente appena 4 mesi.

Bisogna partire rendendosi conto che il tricolore al tempo non rappresentava nessuno stato tanto meno il Regno di Sardegna. Era un idea romantica di ribellione contro gli assolutismi del tempo associato ad un spirito di vaga fratellanza contro le oppressioni in generale.

daniele maninLa realtà è che l’Europa risentiva ancora dei disastri causati dalle guerre Napoleoniche e dalle ingiustizie del congresso di Vienna. Il progresso scientifico e tecnologico aveva iniziato a cambiare il mondo, ma non abbastanza per risollevare completamente il destino di molti.

Inebriati dal romanticismo ottocentesco e dall’eredità della rivoluzione francese nessuno si rese conto che il tricolore era un surrogato della bandiera di chi tanta pena aveva causato. La conoscenza della storia nel suo continuum era un privilegio di pochi. Quando la rivoluzione organizzata a livello europeo irruppe a Venezia c’erano ancora molte persone viventi nate e cresciute sotto la Bandiera Marciana e fortemente risentite per la mancata restaurazione.

La rivoluzione non poteva avvenire senza la bandiera di San Marco. Nei dipinti dell’epoca troviamo infatti le due bandiere mostrate con pari dignità e significato, al contrario le successive stampe chiaramente commissionate ai fini della propaganda successivamente mostrano solo i tricolori.

Luigi Querena Piazza san MarcoDopo la liberazione di Manin viste le sommosse di Vienna gli Austriaci fanno portare a gran corsa a Venezia dal piroscafo Trieste la notizia di una nuova costituzione cosa che viene accolta nel tripudio generale ma che non è sufficiente a fermare gli eventi: la sera del 21 marzo il Leone di San Marco sventolava sul forte Marghera.

Come Manin proclama la repubblica ed assume il potere, mostra magnanimità imponendo rispetto sui vinti, eliminando tasse e punizioni ingiuste garantendo rispetto dei diritti. Il popolo lo adora perché vede in lui insieme a Nicolò Tommaseo la propria bandiera ritornata in gloria e ben accetta la fusione delle due bandiere in quanto ignaro delle reali origini del tricolore.

Tutti i primi atti del primo governo Manin ribadiscono l’indipendenza della Repubblica.

Di vitale importanza è evitare che il governo cada in mani “Italiane” per cui si decreta il 29 Marzo che anche tutte le navi italiane siano fatte ancorare a Chioggia o agli Alberoni per evitare che qualcuno possa prendere il governo della città e che in caso di forzatura del blocco sia aperto il fuoco su chiunque.

daniele manin3Si capisce però da una serie di decreti del governo che esisteva tuttavia tutta una categoria di persone potenzialmente ostili alla repubblica, sicuramente erano quelli che avevano interessi ed affari con il precedente governo. Infatti si ordina prontamente la restituzione di ogni arma da fuoco in pubblico possesso. La cosa verrà ribadita con insistenza in vari decreti successivi.

Si finanzia la Repubblica con titoli coperti dalle azioni della ferrovia Ferdinandea (attuale linea Venezia Milano). Si costituisce una guardia civica indipendente dall’esercito e allo stesso tempo si invitano tutti i militari a passare dalla parte della Repubblica offrendo la conservazione di gradi e ranghi. La cosa viene offerta anche agli ufficiali “dell’antica Repubblica” che a rigor di matematica avevano al tempo età in eccesso di 70 anni. Nella terra ferma però gli Austriaci si riorganizzano e cominciano a riconquistare le città venete una per una, intervengono in aiuto anche le truppe pontificie e napoletane. Anche Carlo Alberto manda i suoi agitatori nelle provincie venete e annunciando una simbolica protezione su Vicenza si appropria dei diritti sulle azioni della ferrovia alla cassa di Vienna con effetto retroattivo lasciando i Veneziani virtualmente senza copertura per i loro prestiti.

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