1797. LE MUNICIPALITA’ A BERGAMO E BRESCIA. Lori in carossa, noalter a pé.

Di Mario Agnoli e Alvise Zorzi.

L'Albero della Libertà innalzato poco prima  a Bergamo.

L’Albero della Libertà innalzato poco prima a Bergamo.

Il popolo bresciano si sentì tradito. A lavorare per la democratizzazione erano appunto i sior , i discendenti delle grandi famiglie patrizie, che puntavano sulla rivoluzione per riconquistare l’antico potere e gli antichi privilegi.

Del resto questo appunto gli era stato fatto intravvedere dagli emissari del Bonaparte, che fin dal primo momento si era reso conto di non poter contare sul popolo, ma di avere potenziali alleati nella nobiltà della Terraferma. Continua a leggere

BERGAMASCHI A LEPANTO, così ci si batteva per Venezia e il Leone.

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Alla rovina di Famagosta del 1° agosto 1571, che portò allo scempio di Marcantonio Bragadin e Venezia a dipingere di nero le sue gondole, seguì, la gloria di Lepanto (7 ottobre 1571). Inter nos possiamo però dire che quella nostra strepitosa vittoria non fu per i Turchi una disfatta perché, subito dopo, come avviene sovente nella storia d’Italia, ci fu un voltafaccia degli alleati e Venezia, rimasta sola nella lotta, dovette accettare una svantaggiosa pace, simile a una sconfitta. Il 7 marzo 1573 infatti essa dovette rinunciare a Cipro, a Dulcino, ad Antivari e pagare trecentomila ducati a titolo di indennità di guerra, conservando solo gli antichi privilegi nei porti ottomani.
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