UN PO’ DI STORIA SUL LEONE DI SAN MARCO DI FILIPPI EDITORE

Filippi editore nel 2012 ha pubblicato su facebook una ottima ricerca sulla iconografia del Leone marciano, che vi ripubblico in due sezioni. Mi lascia un poco perplesso però l’ostilità da parte dell’autore di accettare  la storicità del Leone con spada, quando basta recarsi ancor oggi in qualche posto di confine “turbolento” per trovarne degli esemplari superstiti. Mi riferisco al Leone in val Sugana e  a qualche altro ai confini friulani dopo la guerra di Gradisca.  Anche se certamente questo tipo fu senz’altro una variazione “moderna” rispetto a quello con il libro (che non è il vangelo). Ma ve ne furono molte altre. 

SUL LEONE DI SAN MARCO SONO STATE SPESE E, PURTROPPO ANCHE DI RECENTE, SCRITTE PAROLE NON SUFFRAGATE DA RICERCHE STORICHE DOCUMENTATE.
Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza.
Tutti i santi sono riconoscibili non solo per i volti, abiti, azioni, ambientazioni ma e soprattutto per l’emblema ovvero San Lorenzo deve avere la graticola, Santa Lucia gli occhi, Sant’Orsola la freccia ecc. Quali santi hanno il volto di leone? L’unico è l’evangelista Marco. Ne diviene pertanto inutile al fine di un riconoscimento attribuire una spada come emblema aggiuntivo. Ricordando che Venezia era sotto l’impero romano d’oriente, non si può sottovalutare che non aveva accettato la schiavitù a differenza dell’impero romano. Se fosse come molti affermano la rappresentazione del leone con la spada la bandiera di guerra, cosa peraltro da dimostrare, mi chiedo perché non venne utilizzata neppure per la Guerra di Lepanto, forse che si può sostenere che è stata una dimenticanza?
In piazza San Marco vengono poste sopra le due colonne “Marco e Todaro” nel XV secolo le due rappresentazioni scultoree di San Marco e di San Teodoro. Anche i recenti studi e restauri hanno appurato che il Leone è ottenuto tramite un assemblamento di vari parti, perché non è stata inserita la spada? È da ritenerla una dimenticanza?
Le prime fonti a cui possiamo e dobbiamo fare riferimento per ricostruire la storia del leone marciano sono costituite dalla visione di Ezechiele che descrive la volta celeste sostenuta dalle ali di “quattro esseri viventi”, seguita poi dalla visione dell’Apocalisse di Giovanni .
Il primo “vivente” era simile a un leone, il secondo aveva l’aspetto di un vitello, il terzo l’aspetto di un uomo, il quarto l’aspetto di un’aquila in volo.
Ed ecco spiegato perché il leone ha le ali.
La simbologia dei quattro evangelisti, divulgatori della parola di Dio, assume questi significati: a San Giovanni l’aquila per l’acutezza teologica del linguaggio, a San Matteo il volto umano perché inizia il Vangelo con la genealogia di Gesù Cristo, a San Luca il vitello perché il Vangelo inizia con il sacrificio al Tempio di Zaccaria, padre del Battista ed a San Marco il leone perché inizia il Vangelo con le tentazioni di Gesù nel deserto.
È doveroso ricordare che per gli uomini del medioevo il santo patrono e soprattutto la presenza del suo corpo costituiva l’unico punto di contatto tra i servi di Dio ed i fedeli.
In questo contesto storico, anche la più piccola delle comunità vuole avere un Patrono con le relative reliquie.
Le prime memorie del leone alato che garriva nei vessilli e negli stendardi risalgono al 1177.