PRIMA VENNERO… riscritta da Claudia Bortot

monselicePRIMA DI TUTTO VENNERO A TOGLIERCI LA NOSTRA STORIA,LA NOSTRA CULTURA E LE NOSTRE TRADIZIONI,
E RIMANEMMO ZITTI,PENSANDO DI RIUSCIRE A FARE ANCHE SENZA,

POI VENNERO A DIRCI DI LAVORARE TRANQUILLI,CHE LA POLITICA ERA AL NOSTRO SERVIZIO ,
E NE FUMMO SOLLEVATI,UN COSA IN MENO A CUI PENSARE,coldiretti-VDO-contadini

POI VENNERO A LODARCI PER LA NOSTRA OPEROSITA’ ,
E NE FUMMO CONTENTI,

POI VENNERO A DIRCI CHE VISTA LA NOSTRA BRAVURA DOVEVAMO CONTRIBUIRE AL BENESSERE ALTRUI,
E NE FUMMO ORGOGLIOSI,mezzadria_12

POI VENNERO A DIRCI CHE NON POTEVANO AIUTARCI PER LE CATASTROFI,I SUICIDI,E LA MANCANZA DI LAVORO,
E NON CI PREOCCUPAMMO PERCHE’ ERAVAMO ABITUATI A RIMBOCCARCI LE MANICHE

E POI VENNERO A TOGLIERCI I RISPARMI ,LE CASE,LE AZIENDE…..
E CI ACCORGEMMO DI NON AVERE PIU’ NEANCHE LA DIGNITA’ ED IL CORAGGIO DI SCENDERE IN STRADA E RIBELLARCI..!!P053

una mia libera interpretazione, alla veneta, della poesia: Prima vennero….

IL SOGNO DELL’INDIPENDENZA : “EL TORNI PREST, COL NOSTER SAN MARC !” SARA’ ANCORA POSSIBILE ?

Porta San Giacomo, a Bergamo

Porta San Giacomo, a Bergamo

L’indipendenza è un sogno… ma una vita senza sogni non è una vita, specie se hai da vivere nello sfascio italiota. E poi… solo dei grandi sognatori hanno lasciato impronte indelebili… hanno formato le nazioni… io voglio mettere tra questi, con la sua evangelizzazione (classica missione da sognatore) della Venetia, il nostro “San Marc benedet !”,come lo chiamò il custode della porta della città nella Lombardia veneta, sovvertita dalle Municipalità imposta dall’Infame francese. – se ne usciva mesto il colonnello degli schiavoni, mi pare a “Bressa”, ma portava sulle spalle, a mo’ di scialle, il gonfalone marciano. “El torni prest Celenza, col noster San Marc Benedet ! “.

dicembre 2013. fino a pochi ani fa una scena così era un sogno. Eppure...

dicembre 2013. fino a pochi anni fa una scena così era un sogno. Eppure…

La risposta dell’avv. Fogliata ad Alfano che riconosce finalmente la “questione” veneta.

images (1)Fermenti indipendentisti. «Esiste una questione veneta che sarà messa al centro dell’ azione di governo, nel rapporto con le regioni», ha commentato il ministro degli Interni, «in termini di proteste sociali, di inchieste anche penali e di forte disagio di un territorio che non può sentire lo Stato ostile: lavoreremo perché i veneti non lo percepiscano più così. Sono un popolo straordinariamente operoso, che ha contribuito tantissimo alla grandezza della nazione e non può essere corrisposto con disattenzione dello Stato». Angelino Alfano.

I giornalisti incalzano: più concretamente? «Pensiamo che il Veneto possa essere la base sperimentale di una forma di federalismo accentuato e spinto, perché c’è l’ esigenza di una maggiore corrispondenza tra le tasse versate a Roma e i servizi generati dallo Stato qui: questione sacrosanta sulla quale non chiuderemo gli occhi. La riforma in corso del titolo V della Costituzione può essere il luogo dove affrontare la questione veneta». Per indicazioni più di merito, la palla passa al governo: «Rispetto ai moti indipendentisti e agli eccessi, la risposta non è chiudere gli occhi, ma accentuare l’autonomia e migliorare i servizi statali».

Renzo Fogliata – Come tutti sanno, ieri l’altro il Ministro dell’Interno si è espresso, per l’appunto, come sopra. Mi permetto di osservare che, sul piano giuridico e, soprattutto, in termini di riconoscimento internazionale della vicenda, le affermazioni di Angelino Alfano, Ministro dell’Interno del Governo della Repubblica Italiana, siano un fatto di sconvolgente novità che non può essere da noi trascurato. Per la prima volta, dalla distruzione della nostra Repubblica nel 1797, un membro del Governo di uno degli stati che si sono succeduti nell’occupazione della nostra terra ha ufficialmente riconosciuto l’esistenza della “Questione Veneta”. Questo fatto, recante la data del 28 aprile 2014, a mio modesto parere costituisce una delle basi di partenza per poter sostenere in qualunque sede, anche e soprattutto internazionale, che vi sia già un riconoscimento ufficiale da parte del Governo italiano dell’esistenza di un popolo, dell’esistenza di uno stato di risalente sfruttamento di questo popolo da parte dell’Italia e di conseguenti sistematiche oppressione ed ingiustizia, dell’esistenza di un conflitto, o comunque di un contenzioso, che questo popolo ha avviato con l’Italia, così forte da far dire al Ministro che il disagio è tale da far sentire ai veneti ostile lo Stato italiano. Ho la sensazione che ai più sia sfuggita l’enorme rilevanza di quanto accaduto a Venezia dopo la riunione del Ministro con i Prefetti del Veneto. Da oggi, ogni contenzioso ed ogni istanza in sede internazionale dovrà menzionare tra i presupposti anche questo fondamentale accadimento che, con orgoglio, rivendico quale risultato del nostro infaticabile lavoro a favore dell’unica Patria.

articolo intero qui http://www.raixevenete.com/la-risposta-dellavv-fogliata-ad-alfano/http://www.raixevenete.com/la-risposta-dellavv-fogliata-ad-alfano/