LA DEVOTA DI CALDEVIGO, UN MONDO PERDUTO?

Statuina erroneamente chiamata la dea di Caldevigo in realtà raffigura una donna orante con le braccia aperte che invoca la divinità la possiamo definire anche: “la devota di Caldevigo”. Il bronzetto e bellissimo colmo di patos e di grande religiosità: raffigura una sacerdotessa, vestita con grande accuratezza con una acconciatura speciale ed elaborata a forma conica che ricorda indubbiamente il famoso e raffinatissimo “Elmo di Oppeano”. Questa sacerdotessa, traboccante di dolcezza, incarna il mondo venetico del IV secolo ante era volgare. Un mondo magico irrepetibile distrutto anche dal cristianesimo. Non conosciamo ormai più la trascendenza, e il vero potere della preghiera.

PUBBLICATO DA LUIGI PELLINI

Pellini ci porta  dentro al mondo della religiosità di paleo veneti, assolutamente diverso da quello dell’uomo moderno: ma la rottura, fu veramente l’avvento del Cristianesimo? Io credo di no, il cristianesimo fu il frutto dell’Ebraismo ma anche del mondo pagano maturo ellenico, e una religiosità profonda continuò almeno fino al Medio Evo e oltre. La vera rottura col mondo religioso, col trascendente, avvenne con l’avvento dei Lumi prima e con la Rivoluzione francese poi, che minò alla radice il rapporto tra l’Uomo e la Religiosità preparando il mondo edonista e materialista odierno, succeduto al tramonto delle ideologie dopo le tragedie immani del Novecento. 
L’Uomo si è illuso di poter escludere l’idea di Dio dalla sua vita, ma pare brancolare nel buio più totale, Venezia stessa, per liberarsi del Papa, si era messa sotto le ali di san Marco,  ritenendo che una società non potesse reggere senza un profondo legame col cristianesimo. La basilica marciana e le tante chiese veneziane questo ci dicono.
 

IL SANTUARIO DI SAN PIETRO IN MONTAGNON – SENZA COLONNE E TETTO, A CONTATTO CON LA NATURA.

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Di Millo Bozzolan

SANTUARIO DI SAN PIETRO IN MONTAGNON – Montegrotto – ricostruzione del santuario venetico. le acque sulforee e quindi taumaturgiche, erano considerate sacre dai Padri Veneti- Un sacerdote, in un’area apposita, svolge la funzione religiosa, sacrificando agli Dei e offrendo sacrifici che vengono bruciati nella pira. Il fumo porta l’offerta all’Empireo veneto. Un muretto delimita l’area e sopra sono posti gli ex voto che verranno lanciati nelle acque del laghetto. I fedeli si immergono sperando nella guarigione e nella grazia divina. Si nota la mancanza di templi in pietra; in ogni luogo-santuario venetico, era infatti la natura deificata che compenetrava l’uomo veneto, e non viceversa, come nel mondo greco e romano.


illustrazione tratta da “I VENETI DAI BEI CAVALLI”