I FRATELLI CIMBRI DI ASIAGO RICORDANO LE STRAGI NAPOLEONICHE IN ALTOPIANO

Nove luglio 1809, l’Altipiano di Asiago insorse contro le imposizioni francesi chiedendo libertà ed autonomia e rifiutando di versare le tasse ritenute particolarmente esose dai capifamiglia.  Nelle prime schermaglie le truppe di Napoleone furono sconfitte e costrette ad abbandonare prima Asiago poi l’Altipiano.

La reazione francese fu immediata: con l’uso dell’artiglieria l’esercito francese riprese il controllo dei paesi con una repressione sanguinosa. Oltre duemila altipianesi, soprattutto donne, anziani e bambini, vennero trucidati. Solo ad Asiago furono settanta le persone uccise ed i loro corpi esposti sugli alberi come segno di sconfitta dei Cimbri.

Questa tragedia sarò ricordata il 9 luglio prossimo, al Parco delle Rimembranze  di Asiago (ex cimitero di guerra) con una cerimonia organizzata dalla Federazione dei Cimbri dei Sette Comuni…

L’articolo del Gazzettino è questo, potete leggerlo interamente, ringrazio Luciano Dorella per la segnalazione.

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201 anni fa: a Waterloo Napoleone come nemico ebbe anche le emorroidi. Disturbi e fisico spiegano la sua personalità disturbata ?

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    Waterloo 18 juin 1815

    di Luigina Pizzolato

    Chissà perché in Italia nessuna via o piazza è dedicata a Waterloo, considerato  sinonimo solo di disfatta e catastrofe. Eppure esistono anche vie dedicate a Lissa e a Custoza, a Waterloo la catastrofe non è stata nostra.

    A Waterloo, a pochi chilometri da Bruxelles, 101 anni fa, il 18 giugno 1815 Napoleone fu sconfitto definitivamente.  Ad avere ragione dell’esercito francese furono le truppe britanniche comandate dal generale Wellington e quelle prussiane comandate da Blücher della settima coalizione, che  raccoglieva militari di varie lingue e origini. waterloo_napoleon_aware_of_his_defeat

    A 46 anni Napoleone non era più il vigoroso condottiero degli anni  giovanili, ma un uomo malato, appesantito, affetto da cistiti ricorrenti, scabbia, disturbi cronici del fegato e da una gastrite probabilmente ulcerosa.(Di un male allo stomaco, probabilmente un cancro, sarebbe morto 6 anni più tardi a Sant’Elena.) Da sempre soffriva di stitichezza, il fratello Gerolamo  gli aveva suggerito anni prima di usare le sanguisughe come terapia per le emorroidi conseguenti alla stipsi, come lui stesso aveva fatto con successo.

    Un violento attacco di emorroidi aveva colpito Napoleone proprio in occasione della battaglia di Waterloo. Tanto grave da impedirgli di partecipare alle azioni obbligarlo a camminare a gambe larghe e a rimanere seduto al tavolino da campo.

    Le emorroidi, dette anche ”mal della sella” gli impedirono di cavalcare e lo costrinsero a difficoltosi spostamenti in carrozza,  in gran parte la battaglia fu condotta da Napoleone da dietro le sue truppe, seduto. A un certo punto i dolori si fecero talmente forti che l’imperatore fu costretto a  farsi applicare dai  medici impacchi di acetato di piombo sulla parte infiammata e dosi massicce  di laudano (tintura d’oppio), che notoriamente provoca torpore.. Tutto questo mentre dall’ altra parte il rivale Wellington cavalcava instancabile da un lato all’altro del suo schieramento.

    Non è difficile immaginare come le sue capacità di comando in simili condizioni risultassero fortemente compromesse. Tra i suoi marescialli erano tornati molti  di quelli che avevano tradito dopo l’esilio all’Elba, ma  non erano più affidabili come ai tempi migliori. La premesse per una disfatta c’erano tutte, da ultime si aggiunsero le condizioni sfavorevoli del terreno, dovute al maltempo.
    In quella epica giornata la fortuna arrise  al Duca di Wellington, che come souvenir ricevette in dono dal suo governo l’enorme statua, opera di Canova, che Napoleone non aveva gradito. Tuttora conservata nell’atrio di casa, dagli eredi, trofeo offerto all’ammirazione dei turisti.
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    I  tanti disturbi da cui era affetto probabilmente hanno contribuito a rendere il carattere di Napoleone … quello che era. Era piccolo di altezza e questo avrebbe determinato una  sua sete di rivalsa sul mondo. Si risentì anche con lo scultore Canova, che nella famosa statua lo aveva ritratto nudo e di altezza troppo imponente, sospettando che l’artista volesse intenzionalmente sottolineare la sua bassa statura.Napoleon-Canova-London_JBU01Questa particolare sindrome, detta anche ”del nano” o complesso di Napoleone si manifesta con  blocchi psicologici che possono essere simili e ascrivibili a quelli del più tradizionale complesso di inferiorità, con l’aggravante appunto dalla scarsa statura che può sminuire le capacità. Coloro che ne sono affetti sono quindi più insicuri ma anche molto più aggressivi, per compensare la sensazione di essere troppo piccoli in un mondo di grandi. Questo  determinerebbe  maggiore gelosia, ambizione e volontà di rivalsa ed esporrebbe maggiormente a comportamenti discutibili e a volte pericolosi nei confronti delle altre persone. E’ una sindrome psicologica che non ha evidenze scientifiche rilevanti, ma alcuni biologi e ricercatori australiani hanno studiato e osservato che nel mondo animale è facile osservare comportamenti che riconducono a questo particolare complesso.

1797, ARRIVANO I “LIBERATORI” FRANCESI E … STUPRANO E RUBANO NELLE CASE DEL VENETO.

Lettera del Podestà e del Capitano di Treviso al Senato Veneto, il 13 marzo 1797

Nuovo disgustoso episodio accaduto a Villorba  nella notte tra il 6 e il 7 corrente per opera di soldati Francesi…

2185_mpp512Mentre si attrovavano a letto in una stanza della propria casa Zuanne Salvadori e sua moglie Francesca, circa le ore 4 della notte medesima venne forzata ed aperta la porta della strada da due soldati Francesi, quali gli si fecero in vicinanza del letto.

Salito uno di essi sul letto stesso e successivamente l’altro, cercavano di ridurre alle loro voglie la precitata Francesca, ma respinti da suo marito, potè questa femmina fuggire, e nascondersi in un angolo della casa,…e quindi suo marito medesimo si ridusse alla casa di un Veneto Patrizio, ove si trovavano delle Guardie Francesi, per avvertirle della  violenza dei loro soldati.image006

Ma mentre era di ritorno dalla propria casa, quando uno dei due soldati, sortendo dalla medesima, lo prese per la vita e lo trascinò con lui in un fosso. Mentre colà assieme si dimenavano, mossi dai latrati di un cane dei vicini, accorsero i di lui fratelli Domenico e Gaetano. Ritrovatolo nel fosso a dibattersi col francese, si apprestarono a soccorrerlo quando sopraggiunse anche l’altro Francese e armato com’era di palosso (spada a lama larga) si mise a menar colpi. Al Gaetano recise la mano destra, e nella notte dell’otto, cessò di vivere….

Mi faccio dovere di rassegnare alla Serenità Vostra ed a Vostre Eccellenze per quelle rimostranze che credettero convenire verso i Comandanti a repressione di così gravi trapassi. Grazie.

A chi fosse interessato, per farsi un’idea della violenze, delle ruberie, dei saccheggi commessi da quelli che ci imposero il tricolore con le baionette insanguinate, rimando anche al libro di Giorgio Zoccoletto, di Venezia, da cui ho tratto il brano. Tutto documentato, eh… relazioni ufficiali dell’epoca. Stringe il cuore pensare come eravamo finiti.. e come siamo oggi, resi immemori da chi nasconde la nostra storia.  Il titolo è: 1797, lOCCUPAZIONE NAPOLEONICA NEL TERRITORIO TREVIGIANO, di Giorgio Zoccoletto. Qualche Biblioteca pubblica lo avrà in catalogo. 

 

LA NUOVA GUERRA SENZA REGOLE, CARTA VINCENTE DI NAPOLEONE.

Ritengo interessante proporvi un dialogo tra Vittorio Messori e Rino Camilleri che ci aiuta a capire come mai Napoleone riuscisse a sopraffare tutti gli eserciti d’Europa, fin dai suoi esordi. 432303_3358613814821_894075631_n

MESSORI: …al contempo, egli conduce una guerra di rapina, dove predate di certo non sono solo le chiese, ma anche i tuguri della povera gente. Ricordiamoci che uno dei segreti dei successi sul campo di quell’uomo fu il suo spietato principio (rifiutato con sdegno dall’ormai defunta armata dei re di Francia e dagli eserciti contemporanei, a cominciare da quello austriaco, dove i nobili ufficiali non avevano dimenticato che cosa fosse l’onore militare), il principio, cioè, secondo il quale “è la guerra che deve nutrire la guerra”.
CAMILLERI: mentre gli altri eserciti erano appesantiti dai carriaggi sui quali trascinavano cibo per i soldati, fieno per i cavalli, materiali di ogni tipo, le armate napoleoniche si spostavano fulmineamente perché prendevano ciò di cui avevano bisogno nelle città, nei villaggi, nelle case coloniche che si trovavano sulla loro strada.
MESSORI: tanto è vero che quella brutalità disumana, dopo aver permesso tante vittorie, fu fatale nella campagna di Russia. L’immensa armata partì, come al solito “alla leggera”, senza quasi bagagli se non quelli del genio per gettare i ponti…ma il Gran Capo non aveva considerato che i villaggi, nella sterminat a pianura russa, sono rari e poverissimi. Gli indigeni poi, piuttosto che dare qualche cosa all’invasore, preferirono bruciare tutto (isbe e raccolti) e fuggire.

Da “gli occhi di Maria” di V. Messori e R. Camilleri ed. Rizzoli

Napoleone, fu vera gloria? Un’altra spallata al mito tratto da Il Giornale del 2006

Paolo Granzotto

(anche sulla pochezza intellettuale e morale dei giacobini, dei novatori, «gente abietta – annoterà Napoleone nelle sue “Memorie” – che sostava giorni e giorni sulle soglie delle mie stanze e che sembrava mi chiedessero l’elemosina…)

3maggio800Nel Museo del Prado si può ammirare un quadro di Francisco Goya che ritrae dei popolani condannati alla morte. L’episodio si riferisce all’ordine, emanato il 2 maggio 1808 da Gioacchino Murat, di catturare e giustiziare i madrileni che si erano ribellati all’Armée. Le fucilazioni ebbero luogo all’alba del giorno seguente, nella valle del Manzanarre. Protagonista del “Fusilamientos del tres de mayo” è l’«eroe collettivo», la massa anonima del popolo e di fronte a quella tela sorge spontanea una domanda: come mai quello spagnolo che insorse contro Napoleone è un popolo eroico? Tanto da meritarsi l’omaggio di uno dei più grandi artisti di quella terra? E come mai qui da noi nessuno ha riconosciuto lo stesso ideale eroico e patriottico a coloro che si opposero a Bonaparte? Continua a leggere

Il pene di Napoleone? sei centimetri… tutto si spiega. :) oggi è il cinque maggio, commemoriamolo degnamente.

480978_4503870365519_1257940155_nSe tutto oggi si spiega in chiave freudiana, ecco allora che diventa comprensibile la sete di potenza di Napoleone: la natura non era stata generosa con lui, dotandolo, oltre che di bassa statura, di un pene “mignon”. Ecco allora l’uomo scarsamente dotato, compensare con la sua volontà di dominio sul mondo i suoi complessi di inferiorità. Ridiamoci un poco su, almeno quello ci sia consentito.
di Luigina Pizzolato Millo Bozzolan

El Mundo: il pene di Napoleone? Sei centimetri, ma veramente imperiali
Sul blog di sesso del sito del quotidiano spagnolo, una reliquia dell’Imperatore francese diventa un’occasione per riflettere sul rapporto tra le misure dell’organo sessuale maschile e il successo amatorio.  Continua a leggere

La follia di Hitler e il militarismo di Napoleone.

LA DIFESA DI NAPOLEONE DI UN ACCADEMICO DEI LINCEI e la succosa replica di Granzotto.
Paolo GRANZOTTO

1Mio caro amico, giorni fa ho letto che un suo corrispondente si domandava che differenza ci sia fra Napoleone e Hitler. Ecco.

1 – Hitler uccise milioni di ebrei; Napoleone dette la libertà e i diritti del cittadino agli ebrei in tutti i Paesi che dominò.
2 – Quando Napoleone si recò col suo esercito in Egitto portò con sé (fatto unico) un nucleo di studiosi. Infatti essi scoprirono la stele di Rosetta trilingue (tra cui il greco) che permise il deciframento dei geroglifici. Continua a leggere

LA CADUTA DI VENEZIA. Napoleone come Hitler, Mussolini e Stalin

Di Milo Boz Veneto

TremendoZorno-F031797, la caduta di Venezia.
come scrive Distefano, nell’Europa di allora i trattati intenazionali avevano garantito 80 anni di pace e un ‘700 splendido per tutto lo stato veneto, solo con Napoleone essi divennero carta straccia, Continua a leggere