PROTESTO A DIO, SON SUDITO FEDEL, COME UN SCIAVON !

San Marco dei Veneti, ma non solo…

Ultime uniformi deglo Oltremarini. la rossa era per le occasioni ufficiali, la blu per il servizio quotidiano.

Ultime uniformi deglo Oltremarini. la rossa era per le occasioni ufficiali, la blu per il servizio quotidiano.

Protesto a Dio, son sudito fedel
E gh’ò San Marco in cuor quanto un Schiaon…

Il poeta A. M. Labia (1709-1775) con l’incipit di questa poesia ci dà un’idea di quanto fossero affezionate alla Repubblica le popolazioni “illiriche”, cioè di lingua serba albanese e croata, sottoposte al Dominio veneto. E del resto, anche nella terraferma il sentimento era diffuso, ma proverbiale, secondo lui, era l’amore per il “Principe” degli schiavoni (le truppe d’oltremare), insomma, per San Marco. Fa piacere ricordarlo, ora che la storia, in questi tempi immemori, è ormai una passione di pochi.

IL TRICORNO FUORI ORDINANZA DELL’OLTREMARINO

12530_10201044753071676_1562114157_n (1)Divisa da bassa montura (da caserma) di oltremarino, ultima uniforme. il tricorno è fuori ordinanza dato che era prescritto il copricapo etnico. Era il governo veneto stesso che chiedeva agli schiavoni di usare il berretto della loro etnia, ma molto spesso i militi erano attratti dalla moda dei borghesi. Infatti intorno al 1780, il Savio alla Scrittura – ovvero il Ministro della difesa- , o chi per esso, emise una ‘circolare’ (oggi diremmo così) che invitava gli oltremarini a non usare il tricorno. Quanto poi essi la osservassero, non sappiamo. Ma conoscendo il loro carattere ribelle, abbiamo seri dubbi… 🙂 . Il tricorno è adorno di una coccarda ‘chermisina’ – color cremisi. Lo stesso colore di fondo delle bandiere dei reggimenti oltremarini (a scacchi rossi e bianchi) . Insomma.. se si ricostruisce una uniforme, non ci si veste alla cazzo di cane, come si. diceva in caserma nella mia gioventù ormai lontana 🙂

1797: A BRESCIA ARRIVA IL TRICOLORE E I GIACOBINI FILOFRANCESI INVANO CERCANO DI CORROMPERE GLI SCHIAVONI

A Brescia, il 19 marzo del 1797.

Riassunto dalle memorie del colonnello Pietro Miovilovich, dalmata.

ufficiale della Legione Lombarda, il cui debutto col tricolore fu macchiato da stragi di civili veneti innocenti

ufficiale della Legione Lombarda, il cui debutto col tricolore fu macchiato da stragi di civili veneti innocenti

Allontanato il Battagia (Provveditor Straordinario di Terraferma), i nuovi padroni (i giacobini) si diedero da fare per consolidare il potere, tentando innanzitutto d’assoldare le truppe schiavone del col. Miovilovich.

Agli Oltremarini furono inviati viveri e denaro, sdegnosamente respinti “perché quell’anime fedeli ed eroiche invece di cedersi, s’infuriarono contro gli emissari di tal seduzione e presero in isdegno che osato avessero di tentar la loro fede ed esclamarono eglino unanimi nel proprio linguaggio:

le divise degli schiavoni, o Oltremarini, fedeli fino all'ultimo.

le divise degli schiavoni, o Oltremarini, fedeli fino all’ultimo.

< Ah possie vire! (porci!) porta via: va al diavolo ti to roba e to bessi, no volemo gnente da vu altri ribeli de nostro Principe, nu avemo nostre paghe che nostro Principe passa nu da nostri Ufficiali: adio posia vira! Porta via to roba te dico! Viva San Marco Nostro Santo Protetor Benedeto!>

I patrioti (termine con cui si autodefinivano i giacobini), non soddisfatti dello smacco ricevuto dalla piena lealtà delle truppe schiavone, tentarono di assoldare almeno il colonnello Miovilovich. Questi, manco a dirlo, oppose un netto rifiuto.

albero della Libertà issato a Bergamo dopo una strage di marcolini

albero della Libertà issato a Bergamo dopo una strage di marcolini

Il 21 aprile, nel lasciare per ultimo Brescia, prese con sé la bandiera di San Marco, se la avvolse a tracolla a mò di sciarpa e arrivò alla porta Torlonga, che dà sulla strada per Verona e qui ricevette dal picchetto dei bombardieri “l’onor della bandiera” (immaginate con quante lacrime nel cuore di ognuno) e nell’atto di restituirgli il passaporto, l’ufficiale dei Bombardieri, insistette per baciargli la mano, augurandogli il buon viaggio aggiunse sottovoce: “ Ah, Lustrissim! La torna prest col nostro San Marc benedett!”.

Dal quaderno dedicato alla Fanteria Veneta a cura di Danilo Morello e Millo Bozzolan

I CARABINIERI VENEZIANI, LE BODY GUARD DEI MOROSINI

Di Milo Boz Veneto

Immagine.4pngOggi vi metto due righe sui carabinieri di Venezia (pure quelli, avevamo), un corpo particolare, costituito da Schiavoni (Oltremarini è il termine ufficiale) scelti tra la truppa già di ruolo. Il loro compito era di scorta alle maggiori autorità del governo veneto, e molto spesso, le loro uniformi erano ancora più pittoresche e sgargianti del resto dei loro colleghi della truppa normale.

Era anzi punto d’onore delle maggiori famiglie adornare le loro uniformi di galloni dorati e piume, di stemmi in argento sul “berreton” con il segno araldico del casato. Continua a leggere

GLI SCHIAVONI E LA GIBERNA SENZA PLACCA COL LEONE, ECCO IL PERCHE’ PROBABILE

Di Milo Boz, veneto marciano.

1234525_10202162901304683_1048706582_nMi viene in mente che gli schiavoni non portavano sulla giberna la placca col leone, anche se io nella mia l’ho messa. Ho controllato anche le uniformi più antiche, mai visto il contrassegno, e non certo perché non lo amassero, erano pronti a morire per difenderlo, quel leone. ma, credo, per una delicatezza straordinaria del governo veneziano che non voleva imporre niente a nessuno. Continua a leggere

LE ULTIME UNIFORMI DEI GLORIOSI SCHIAVONI (TRUPPE OLTREMARINE)

Di Milo Boz Veneto Marciano

Cari amici,

una ripassata sulla “vexata quaestio” delle uniformi schiavone. Allego un acquerello d’epoca, conservato all’archivio di Stato (Carte Bubich) che ilustra le ultime uniformi degli oltremarini.
180935_191301697558406_100000357325606_532138_6393482_nBassa montura: quella che uso io ultimamente, nelle rarissime uscite: era di panno blu con cordoncini gialli  e risvolti rosso cremisi al colletto e sulla giacca ma solo sulla parte anteriore, per quanto se ne sa.

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