PROTESTO A DIO, SON SUDITO FEDEL, COME UN SCIAVON !

San Marco dei Veneti, ma non solo…

Ultime uniformi deglo Oltremarini. la rossa era per le occasioni ufficiali, la blu per il servizio quotidiano.

Ultime uniformi deglo Oltremarini. la rossa era per le occasioni ufficiali, la blu per il servizio quotidiano.

Protesto a Dio, son sudito fedel
E gh’ò San Marco in cuor quanto un Schiaon…

Il poeta A. M. Labia (1709-1775) con l’incipit di questa poesia ci dà un’idea di quanto fossero affezionate alla Repubblica le popolazioni “illiriche”, cioè di lingua serba albanese e croata, sottoposte al Dominio veneto. E del resto, anche nella terraferma il sentimento era diffuso, ma proverbiale, secondo lui, era l’amore per il “Principe” degli schiavoni (le truppe d’oltremare), insomma, per San Marco. Fa piacere ricordarlo, ora che la storia, in questi tempi immemori, è ormai una passione di pochi.

L’ULTIMA EPOPEA DEGLI SCHIAVONI, A VERONA, RACCONTATA IN POCHI VERSI.

404600_2834279009582_264650769_nL’ultima epopea schiavona fu certamente scritta a Verona (e dintorni) ove i soldati nazionali dalmatini di lingua “illirica” (come erano descritti dal governo veneto) non rinunciarono ad ingaggiare scontri e zuffe furibonde con i francesi arroganti. Tanto da causare, a detta di un Napoleone furibondo, centinaia di vittime tra la truppa occupante. Ennio Concina (Le trionfanti armate venete, ed. Filippi) riporta una bella poesia di autore ignoto, che descrive, nel linguaggio tipico di un “brate” sciavon (brate era l’appellativo con cui tra loro si chiamavano, e significa fratello) la furia insopprimibile di un valoroso schiavone alla vista di un francese addormentato ubriaco sulla sponda di un ponte sull’Adige.

oltremarino, tamburo in alta uniforme a fine '700

oltremarino, tamburo in alta uniforme a fine ‘700

“Ah, pascia viro, ti e anca to mare
Ti dormi qua su ponte? Ah? Maledetto
In Stato de Sa Marco, nostro Pare,
come ti fussi a casa, su to leto?
Ti ga rason che nostro benedeto
Prencipe te vol bene, te vol salvare,
e a mio Palosso(1) messo ga luchetto
che te vorria da amigo saludare.
Oh se podesse…ma zà no posso
(perché zà muli cata sorte a muchj) (2)
Far rossa to camisa con Palosso:
va, porta in acqua, giavolo, culate…
ma ti, se ti xe amigo, Adese, mucchi (3)
se Prencipe lo sa, povero Brate (4).

Note. 1) Palosso: la temibile famosa e pesante spada schiavona, a lama larga. 2) lo interpreto come :perché già gente comincia ad uscire a frotte. Siamo quindi alle prime ore di mattina. 3) mucchi: zitto! 4)brate, ha la stessa radice dell’inglese “brother”, fratello. si chiamavano così, tra loro, i militi dalmatini .

HO RICOSTRUITO LA DIVISA DI UN COLONEL OLTREMARINO DI FINE’ ‘700, ECCO (PROBABILMENTE) COME ERA.

DOPO IL 1775

DOPO IL 1775

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La divisa subì mutazioni dopo il 1775. Sulla sopravveste o velada compare un colletto blu, con gallone oro. I polsini diventano rotondi senza la punta e uniti, non aperti dietro. Gallonati in oro. Scompare probabilmente tutta la serie di asole in oro, sostituite da sei alamari distribuiti in otto spazi, partendo dalla sommità del petto, all’altezza delle tasche (forse non presenti).Gli alamari sono così distribuiti uno sopra poi uno spazio, poi due centrali, poi uno spazio, poi tre sotto per ogni lato (dx e sin).Gli alamari a differenza della truppa sono delle fettucce color oro con un fiocchetto a un lato, un bottone all’estremità, sulla sinistra guardando la figura di fronte. Sulla destra compare un’asola ricavata nel panno, ma a solo scopo d’ornamento, dato che i lati non combaciano perché sono discosti di una 15na di cm.Resta il bordo gallonato d’oro, sul davanti. Continua a leggere