Esposizione temporanea di codici e incunaboli requisiti dai francesi nel 1797.

codice di Ursicino

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Sabato 17 novembre alle 17 e alle 18, il pubblico potrà ammirare alcuni dei codici e degli incunaboli che furono requisiti dai francesi nel 1797 nel corso dell’esposizione temporanea Le Ruberie napoleoniche in Biblioteca Capitolare. Dall’idea di formare a Parigi un polo culturale che potesse radunare tutto il meglio della produzione artistica europea al burrascoso recupero delle opere, irrimediabilmente marchiate dal timbro della Bibliothèque Nationale de France, i visitatori potranno ripercorrere un pezzo di storia universale declinata nella sua dimensione locale. La politica di spoliazione del patrimonio culturale delle nazioni vinte da parte di Napoleone passò, infatti, anche attraverso la città di Verona e la Biblioteca Capitolare.

Il 16 maggio del 1797 una commissione composta dal generale Bertholet e dal pittore Andrea Appiani, integrata dal segretario Lombardo e dal signor Gaetano Cerù della municipalità di Verona, si presentò al bibliotecario della Capitolare Don Antonio Masotti al fine di individuare i codici e i volumi a stampa più preziosi da trasportare a Parigi. La scelta cadde su una trentina di manoscritti e su una quindicina di incunaboli, ossia testi stampati prima del 1500, che, come recita il verbale del prelievo, furono considerati «degni d’essere portati al Museo di Parigi»: tutti particolarmente preziosi per la rarità, l’antichità o per la decorazione miniata. Questo pregiato materiale bibliografico venne restituito alla Biblioteca nel 1816, grazie anche all’intervento dell’imperatore d’Austria Francesco I e al sostegno di Antonio Canova. Dalla restituzione tuttavia rimasero esclusi cinque incunaboli, quattro manoscritti e un papiro del IX secolo.

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