I GRANDI VENETI: WOLLEMBORG E LE CASSE RURALI

Antonella Todesco

L’annessione del Veneto all’Italia aveva notevolmente appesantito la situazione del territorio per le nuove imposizioni che Roma aveva portato e che, man mano, assumevano il nome di tasse sul macinato, sul sale, sulla ricchezza mobile, sui fittavoli e cosí via.
Ad una pesante situazione interna si era aggiunta una congiuntura mondiale che vedeva riduzioni sul prezzo del grano, del riso e del bestiame; insomma, nelle campagne la vita diventava sempre più dura e grama.
Cosi, alla fine del XIX secolo, per merito di un illuminato capitalista, Leone Wollemborg da Loreggia (Padova), scaturí una scintilla che ben presto avrebbe toccato molte delle nostre campagne arrecando un po’ più di benessere e sicurezza economica; veniva cioé creata la prima Cassa Rurale “italiana”.
Wollemborg era nato a Padova nel 1859 e dopo la laurea di era trasferito a Loreggia.
Economista e uomo politico, nel 1901 venne nominato ministro delle finanze ma si dimise per divergenze in materia tributaria.
Egli fu artefice di leggi sociali come quello sul chinino di stato o per limitare il monopolio sulle fabbriche di zucchero. Si era sempre interessato alle condizioni dei contadini Veneti e fu per loro che fondò la Cassa Rurale.
Nel primo dopoguerra arrivò la crisi delle piccole banche e anche questa gloriosa istituzione dovette chiudere i battenti.

VILLA WOLLEMBORG A LOREGGIA

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