Istria, terra di tesori
Nei secoli passati, in Istria, pirati e guerre portarono saccheggi e distruzioni. Si narra che in questi territori i pirati accumularono grandi bottini che non sempre riuscirono a portare a casa e che nascosero nella speranza di ritornare a prenderseli. Molti di questi tesori furono però dimenticati, sotterrati o murati là dove nessuno sapeva cercarli.Tesori che risalirebbero ai tempi dei Greci, di Attila, delle guerre di Venezia contro i terribili Uscocchi, delle guerre di Napoleone; tesori ininterrottamente trafugati da pirati di terra e di mare.
Non riuscendo a caricare il bottino sui loro velieri a causa del mare infuriato, e inseguiti dai depredati, decisero di nasconderlo e di ritornare a prenderlo nel corso di una successiva incursione sull’isola del Quarnero ma si dice che la loro nave affondó davanti alle coste dalmate ed essi non fecero più ritorno.E tuttavia la leggenda vuole che in ogni angolo dell’isola di Cherso vi siano ancora molti altri tesori. Ve ne sarebbero anche nella vicina isola di Lussino, a Promontore (Pola), a Parenzo e a Barbana
Si vocifera anche di un grande tesoro nascosto dalle parti di Cosála, la collina di Fiume, un tesoro dei “greghi” fuggiti dai Turchi dopo la caduta di Costantinopoli e nella stessa città di Fiume ve ne sarebbe nascosto uno che i soldati di Napoleone avrebbero raccolto scorazzando per l’Istria e la Dalmazia; questa ricchezza si troverebbe ancora là, nel luogo in cui fu seppellita, nei meandri della città vecchia o, secondo alcuni, sulla collina del Calvario.

è passato più di una anno da quando Milo, ci ha lasciato l’onore e l’onere di continuare la sua opera di diffusione della nostra millenaria Veneta Storia.