La ruota degli esposti
https://www.facebook.com/animaveneta
buona lettura!
Nella Chiesa del Portello si eresse l’istituto degli Esposti.In passato la struttura di via Ognissanti era stato uno xenodochio, un posto di accoglienza per chi viaggiava sulla strada che collegava Patavium e Altinum (localizzata nell’ attuale Quarto d’Altino, in provincia di Venezia) in età paleoveneta.
Attiva fra il 1847 e il 1888, era un cilindro di legno girevole aperto su due lati ed il suo scopo era quello di accogliere i neonati delle famiglie disagiate dando loro una seconda possibilità: venivano deposti nella ruota che poi veniva girata verso l’interno pur di non abbandonarli o che morissero di fame vista la povertà che in quel periodo era dilagante; talvolta venivano “esposti” anche neonati figli di violenze subite.
gli ebrei ne prevedevano l’abbandono o la vendita perché era vietato ucciderli.
I greci e i romani autorizzavano pure l’infanticidio: il padre che non voleva riconoscere il neonato, infatti lo sollevava da terra (da cui pare derivi il verbo “allevare”) e lo mandava alla “columna lactaria” di modo che fosse esposto al pubblico dove sarebbe morto di fame o cresciuto come schiavo. Così il termine “esposizione” diviene sinonimo di abbandono.
Ora, la Ruota, è rigorosamente protetta da una lastra di vetro con un’inferriata che la tiene lontana dal mondo.
è passato più di una anno da quando Milo, ci ha lasciato l’onore e l’onere di continuare la sua opera di diffusione della nostra millenaria Veneta Storia.